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sabato 26 aprile 2014

NON POTEVA CHE CHIAMARSI BEATRICE...

 

 UN SOCIAL NETWORK DELLA "LINGUA ITALIANA? 

NON POTEVA CHE CHIAMARSI "BEATRICE"

Premessa:
Progettato e promosso dalla Società Dante Alighieri, metterà in rete le 30'000 persone che hanno aderito alla campagna ‘Adotta una parola’ . 
Adottare una parola e impegnarsi a promuoverne l'uso.
Sarà presentato il 7 maggio a Roma il social network Beatrice. Metterà in rete i paladini della lingua italiana che negli ultimi due anni, iscrivendosi sul sito della Società Dante Alighieri, hanno adottato una parola e si sono impegnati a promuoverne l’uso.
Una comunità di 30'000 persone che la Dante si propone di rendere vitale ed estendere, permettendo agli iscritti di interagire in modo creativo, condividere idee, invitare i propri amici. Attraverso testi, immagini e video, gli utenti avranno modo di gestire sia un profilo personale, sia quello della parola di cui sono custodi.
Il lancio di Beatrice coinciderà con l’apertura del primo festival culturale Madrelingua, che prende il nome dal trimestrale di lingua, arte e cultura italiana della Società Dante Alighieri, realizzato in collaborazione con Limes, Istat, Feltrinelli e Aracne Editrice.

E così la lingua italiana diventa social, ottima iniziativa di cui naturalmente bisognerà vedere gli effettivi sviluppi. Sicuramente l'obiettivo c'è ed è piu' che meritevole, vista la superficiale attenzione che oggi viene data all'utilizzo della lingua e ai suoi vocabili. Noi stessi, operatori della comunicazione e dell'informazione ricorriamo sempre piu' a linguaggi scarni, poveri di vocaboli, in cui si dà maggiore attenzione all'immediatezza del messaggio, complici forse gli strumenti attraverso cui comunichiamo: social, tweet, sms, mail.
La ricerca del vocabolo adeguato, l'uso corretto dello stesso non devono però fare un passo indietro per lasciare il posto all'immediatezza e alla eccessiva semplificazione.
Ci sono contesti in cui la "parola" è tutto: penso a politici, opinionisti, giornalisti, cronisti, docenti, educatori...
Non dimenticare la "bellezza" della propria lingua è una sfida per tutti noi, ma è anche una responsabilità che abbiamo verso le nuove generazioni. 

"..l'abbiamo chiamato Beatrice... Per seguire, custodire, arricchire la nostra lingua; per contribuire a infonderle, costruirle addosso, rinnovarle un'identità; per valorizzarla e dimostrare di apprezzarla."
(dal sito della Società Dante Alighieri)

di Maria Rosaria Iglio (Communication Director-Agenzia Studio Logos in Progress Lugano)

mercoledì 24 luglio 2013

L'OMAGGIO DI ALCUNI DEI BRANDS PIU' DIFFUSI AL MONDO, PER LA NASCITA DEL "ROYAL BABY"

fonte
Quando è stata annunciata la nascita del Royal Baby, i brands di tutto il mondo hanno iniziato a Twitteare e a  pubblicare foto dei loro prodotti in "veste" augurale pet il lieto evento...
Royal Marketing 

Ecco l'omaggio di Studio Logos in Progress 

venerdì 19 luglio 2013

DA BLOGGER A DETENUTO POLITICO

 Condanna a dir poco strategica.
5 anni di carcere sono il periodo ideale per garantire a Putin di regnare indisturbato ancora fino al 2018.
Alexei Navalny, l'avvocato e blogger anti-corruzione e principale oppositore del presidente russo Vladimir Putin, è stato riconosciuto colpevole di furto da un tribunale di Kirov, a nordest di Mosca. «Ha commesso un crimine molto grave» ha detto il giudice annunciando la pena: 5 anni di carcere. Subito dopo il blogger ha abbracciato la moglie e la mamma, è stato ammanettato e portato via dagli agenti di custodia.
Stasera l’opposizione ha dato appuntamento a tutti nella piazza del Maneggio di Mosca, proprio davanti all’albergo dei ministri del G20, mentre la polizia ha già fatto sapere che non tollererà nessun raduno.
E' un test di prova molto importante per i sostenitori di Navalny e soprattutto per gli attivisti anti Putin figli della nuova dissidenza, quella che si nutre anche di messaggi e azioni attraverso i social network. 
Con quanta forza riuscirà a far sentire la propria voce? 
E' già scattata l'ora della nuova opposizione?
Per Navalny la strada è pronta, lo dice con il suo ulimo tweet  lanciato durante la lettura della sentenza di condanna.
...«Va bene, non vi annoiate senza di me, e soprattutto non fate i pigri, il rospo non salterà giù dal tubo del petrolio da solo»...

lo dice nell' ultimo post pubblicato sul suo blog: 
"... dovete capire: oltre a voi non c’è nessuno. 
Nessuno è preoccupato da quello che accade nel Paese e nella città più di voi.  
Non ci sono meravigliosi volontari che verranno a fare il lavoro per voi.  
Non ci sono fantastici contributori di 500 rubli che verseranno i soldi nel momento in cui vi sentite troppo pigri per aprire l’internet-banking. 
 Non ci sono quelli che, come nella vignetta, si alzeranno al vostro posto. 
Se siete arrivati al punto da leggere questo blog la prima linea siete voi. 
Non c’è nessuno più consapevole e progredito. 
Non c’è nessuno in cui possano sperare gli infelici, terrorizzati e raggirati milioni di russi. Sono stati meno fortunati di voi, e voi siete la loro speranza. 
 Non esiste una misteriosa organizzazione clandestina i cui volantini troverete al mattino con sorpresa.  
Non c’è l’uomo misterioso che arriverà e in silenzio correggerà tutto. Ma qualcuno pensa che siete voi.  
Nessuno è in grado di opporre resistenza più di voi.  
Il dovere di fronte agli altri, una volta che ci si rende conto di averlo, è una roba che non si può delegare. 
  Non c’è nessuno oltre a voi.  
 Se state leggendo questo, la resistenza siete proprio voi."

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venerdì 5 luglio 2013

TOPI D'APPARTAMENTO? QUANTO PIU' SEI SOCIAL, TANTO PIU' SEI A RISCHIO


Continui a postare le foto delle tue vacanze in tempo reale? Ti piace far sapere a tutti i tuoi amici dove ti trovi e quanto ti stai divertendo? Questo ti fa sentire in una posizione privilegiata? foto di spiagge, mare, montagna e vita notturna sono il tuo vanto?
Beh potresti non sentirti piu' così fortunato una volta rientrato a casa.
Conosci i topi d'appartamento?

Una volta consultavano gli annunci mortuari per compiere il loro crimine durante il funerale approfittando dell'assenza dei parenti del povero estinto...oppure, altro espediente cui ricorrevano e che purtroppo non disdegnano tutt'oggi era quello di perlustrare le cassette delle lettere come indizio chiaro e inequivocabile: lasciarle piene e traboccanti di lettere, bollette e raccomandate è sempre stato un invito esplicito...una "comunicazione efficace"
Ma oggi l'ultima "novità" sembrerebbe essere il particolare entusiasmo dei ladri di appartamento nel ficcare il naso nella vita degli altri. In vista del periodo delle vacanze i "topi" passerebbero buona parte del loro tempo nel dilettarsi a guardare foto di "villeggiature".
Con quale scopo? Beh non certo la condivisione o la passione per i social. Il loro scopo è assai diverso e potrebbe rivelarsi molto, molto dannoso: i ladri di appartamento, una volta capito che le foto della vacanza si susseguono "in diretta", sono pronti a farsi una capatina nella casa del vacanziere, luogo non difficile da raggiungere considerato la mole di informazioni che Facebook è in grado di fornire.
Mi verrebbe da dire - " quanto piu' sei social, tanto piu' sei a rischio" - Nulla di nuovo naturalmente!
Dovrebbero essere chiari a tutti i potenziali rischi che si possono correre, non solo postando le proprie immagini, ma anche fornendo dati personali come indirizzi, numeri telefonici, informazioni sulla vita personale e familiare...
Quanti di voi si sono trovati spesso in dubbio sulla pericolosità o meno di postare foto dei propri figli o dei propri familiari?
Ebbene come dovremmo comportarci?
La dipendenza da social sicuramente non aiuta, ma se abbiamo aperto un profilo personale e non una pagina aziendale attraverso la quale ci limitiamo a fare marketing e comunicazione, dovremmo imporci una pausa, o almeno limitarci a commentare i post degli amici, ma anche in questo caso, assicuriamoci di non aver attivato nessun servizio di segnalazione della nostra posizione...
Insomma sia chiaro privacy e sicurezza vanno sempre a braccetto.

lunedì 24 giugno 2013

Instagram il social piu' smart - La Polaroid ritorna on line

Scatto - Creatività - Condivisione

Guarda il video
Dal 20 giugno 2013, gli utenti Instagram possono condividere oltre alle foto, anche video. 
Instagram ha pubblicato infatti, un aggiornamento della propria famosissima applicazione su dispositivi mobile, introducendo per la prima volta il supporto a brevi video di 15 secondi. Ebbene l'iniziativa è stata un successo! Nelle prime 24 ore sono stati caricati 5 milioni di video.

Chi non conosce Instagram? Utilizzata oggi da piu' di 130 milioni di utenti è un'applicazione gratuita che permette  di scattare foto, applicarvi filtri, e condividerle su numerosi servizi di social network, compresi Facebook, Foursquare, Tumblr, Flickr e Posterous. È compatibile con qualsiasi iPhone, iPad o iPodTouch avente  iOS 3.1.2 o superiore e con qualsiasi dispositivo che supporti Android.

Quali sono stati sin da subito il suo fascino e la sua originalità?
 È un modo semplice di catturare e condividere immagini che parlano di esperienze e istanti vissuti in giro per il mondo e grazie ai numerosi filtri di cui dispone consente di trasformare i momenti quotidiani in "opere d'arte" da condividere con amici e familiari. 

Instagram è la cattura dell'istante è immediatezza arrichita da creatività, è vita reale condivisa in rete. Il momento, lo scatto, l'immediatezza sono caratteristiche che hanno associato Instagram alle storiche Polaroid ed è proprio in omaggio alle vecchie foto istantanee che Instagram utilizza fotografie in forma quadrata.

Tra i social dedicati alle immagini è forse il piu' amato dalle nuove generazioni.
Credo che il perchè sia semplice...
E' il social in cui si può esprimere creatività senza troppe difficoltà, ricorrendo semplicemente a filtri ed effetti. E' un social molto smart!

lunedì 3 giugno 2013

LA PROTESTA CORRE SUI SOCIAL

SOCIAL: STRUMENTI DI PROTESTA O GRANDE BUGIA E ILLUSIONE?
 Ignoro per quale misterioso caso o disegno del destino, proprio oggi mi è capitato di leggere due commenti dedicati ai social assolutamente agli antipodi.
Da un lato trovo un bell' articolo di Natascha Fioretti, pubblicato da Il Corriere del Ticino, contenente la dichiarazione di Andrew Keen uno dei più famosi e discussi guru di internet, che in occasione del festival del giornalismo di Perugia ha descritto Facebook, Twitter e tutti i social media che popolano la rete e che si fondano sul concetto di condivisione, trasparenza, democrazia come una mera illusione, "una tremenda vertigine digitale", mettendo tutti in guardia sulla grande bufala del web 3.0,  luogo virtuale nel quale ormai si consumano tutte le attività e le relazioni umane.
L'idea di Keen è che i social creerebbero solo ansia narcisistica, ossessione di ipervisibilità e smania incontrollata di far parte di una grande community, per convincerci di appartenere ad un mondo in cui condividiamo ogni aspetto della nostra identità.
Inutile dire che la visione di Keen nei confronti dei social è assolutamente negativa:"...la realtà dei social media è un’architettura di isolamento umano. Nella corsa all’attenzione e alla reputazione in rete non ci accorgiamo che i social media stanno frammentando la nostra identità, esistiamo sempre di più al di fuori di noi stessi...", “Prima vivevamo nelle fattorie, poi nelle città e ora vivremo su internet”. 
Quello che Keen intende denunciare è il rischio che la rete e i social siano solo una una grande bugia nella quale viviamo senza renderci conto che le nostre identità e la nostra reputazione sono merce di scambio in quella che di fatto è un’economia dell’attenzione, un’economia che come tutte le altre guarda al profitto e non all’amicizia, ai legami, ai sentimenti o al benessere umano.

Il mio parere in proposito è che non siano da confondere luoghi e vita
Mi spiego meglio. Il problema non è dove viviamo, ma se realmente viviamo. Come dice Keen prima vivevamo nelle fattorie, poi nelle città e ora su internet, ma quello che non ci dice è che anche nei primi due casi i nostri legami, i nostri sentimenti o il nostro benessere potevano rappresentare profitto per qualcuno, ma in ogni caso noi abbiamo continuato a vivere. Lo stesso vale per i social in cui oggetto della condivisione sono scatti della nostra vita, reazioni e commenti a torti subiti o ricordi di momenti felici...non tutto, ma parte di quello che sta dietro il social è comunque vita, azione...

...ed ecco che proprio mentre pensavo queste semplicissime cose trovo online le notizie sui social e le tragiche vicende turche: "mentre continuano le tensioni intorno a Gezi Park molti cittadini di Istanbul ricorrono ai social media per ricevere informazioni di prima mano e condividere testimonianze delle violenze. Come nel caso delle proteste in Egitto  anche qui i social network provano a riempire il vuoto lasciato dai media tradizionali. Ma, come sottolineano le prime analisi ci potrebbe anche essere una differenza sostanziale rispetto alla Primavera Araba, la partecipazione online dei manifestanti turchi sembra essere molto più alta. Anche perché i social network sono da sempre molto popolari qui: 30 milioni di turchi sono iscritti a Facebook, mentre il 16% degli utenti Internet ha anche un profilo twitter.
 

L'intero Paese sembra vivere una disconnessione cognitiva, con Twitter che dice una cosa, il governo un'altra, e la televisione che si trova su un altro pianeta". L'hashtag #OccupyGezi ha aggregato centinaia, forse migliaia di appelli alla BBC, Reuters, CNN di mostrare al mondo quello che stava realmente accadendo".
La dice tutta il tweet di Zeynep Tufekci studiosa di social media di origine turca, che in questi giorni sta seguendo da vicino le proteste online: "Revolution will not be televised. It will be tweeted." Not a metaphor given self-censorship in Turkish TV. "
Semplice protesta o rivoluzione che sia, quella di Gezi Park è una vera azione, è vita drammatica, violenta, ma pur sempre vita, che passa urlando attraverso la rete.
Per quanto l'analisi di Keen non abbia alcun riferimento ai social e il loro utilizzo nei momenti di protesta, si potrebbe dire che l'equivoco da cui parte è quello di credere che oggi la rete sia esclusivamente il luogo virtuale nel quale ormai si consumano tutte le attività e le relazioni umane. 
Non è così. La rete è il mezzo, che dà visibilità ai "luoghi " in cui si consuma la vita. Tutto sta nel rivalutare e riscoprire il valore di quei luoghi, siano essi le nostre città, le nostte case, le nostre famiglie, i nostri Paesi, le nostre anime.
Perchè una cosa è certa : non sarà la rete, non saranno i social a risolvere i nostri drammi, ma saranno solo le azioni.

lunedì 6 maggio 2013

L' AMORE AI TEMPI DEI SOCIAL- PASSIONI 2.0

 
 
L'amore ai tempi dei social
Parto da questa ricerca e dai dati pubblicati per dire la mia in proposito
Da un’infografica di Men’s Health basata su un’indagine che ha coinvolto quasi 3000 persone, emerge che il 70% degli intervistati utilizza il social network per flirtare con altre persone e di questi il 25% lo fa mentre è “sentimentalmente impegnato”. 
Il 24% degli intervistati nasconde il proprio vero stato sentimentale su Facebook (chissà perché?!) e il 27% non lo mostra per niente, ma solo il 50% di questi è realmente single…
Addirittura il 32% delle donne e il 40% degli uomini utilizza Facebook per restare “in contatto” e provare a tornare con il proprio ex-partner… ma non tutti lo fanno da single.
Come se non bastasse 1 divorzio su 5 negli Stati Uniti è causato da Facebook, o meglio da un determinato utilizzo di Facebook.
Ora, letti e registrati questi dati, cosa vogliamo fare, vogliamo dare giudizi di valore sui social? demonizzarli o idolatrarli a seconda del nostro punto di vista?
Un'amica un pò bigottona mi ha detto tempo fa, sgranando gli occhi " sai Anna e suo marito si sono lasciati...per colpa di facebook! Lui ha ritrovato una sua ex e se ne è andato di casa...".
Povera Anna, penso io, ora ha trovato qualcosa o qualcuno da incolpare, ma è poi così vero che senza
FB il suo matrimonio sarebbe durato o che almeno la "farsa" del suo matrimonio sarebbe durata per sempre ?
E' proprio così cari amici, è così che la penso.
FB è solo una piazza piu' grande in cui mogli e mariti possono incontrare "il mondo" o presentarsi al "mondo", standosene comodi davanti al pc o scorrendo un dito sui propri tablet e smartphone...
Sicuramente la dinamica di un social stimola fantasie, curiosità e aiuta anche i piu' timidi a farsi avanti e a provarci, ma a mio avviso non è altro che l'altra faccia di una medaglia...
L'occasione di "distrazione", chiamiamola così, oggi come oggi non si limita piu' alla piccola piazza di paese, al circolo in cui i nostri uomini si ritrovavano per una partita a scopa (ops!), concedendosi nel frattempo anche qualche scappatella. Le occasioni dell'amore si evolvono, la passione trova altri stimoli. E' l'era dell'amore 2.0, in cui cio' che da sempre accade, si amplia spropositatamente offrendo veramente a chiunque opportunità e occasioni di tradimento...

Direi però che nel momento in cui queste occasioni decidiamo di coglierle, la colpa non  è di FB. Se  decidiamo di assaggiare il frutto del peccato, siamo noi gli unci responsabili...

Guarda l'infografica:
fonte:nowmedia.it